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San Quirico d’Orcia

San Quirico d’Orcia è un paese di antiche origini etrusche che conserva una bella struttura medioevale. Si trova in provincia di Siena, su quello che era il percorso della via Francigena che in questa parte e prossimo all’attuale percorso della via Cassia. È posizionato sulle alture che separano la Val d’Orcia dalla val d’Asso, in un territorio dai panorami mozzafiato, inserito dall’UNESCO tra i patrimoni dell’Umanità.

Il primo documento su San Quirico risale al 712 d.C. in un atto relativo a una disputa fra le diocesi di Siena e Arezzo per il possesso di alcune pievi. Fra fra queste figura una pieve di San Quirico in Osenna.
“Osenna” ci riconduce alla probabile origine etrusca di questo abitato. Il toponimo rimarrà in auge fino al XVII secolo.

Nel corso del secolo XI gli effetti della vicinanza alla via Francigena, percorsa dai pellegrini diretti a Roma dal nord Europa, determinano una crescita rapida del borgo. San Quirico viene nominato come importante località di sosta nelle cronache dell’epoca. Nel 994 Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, cita San Quirico come una delle principali stazioni di posta lungo la Francigena. Nel 1154 si accampa a San Quirico addirittura l’imperatore Federico I, diretto a Roma per essere incornato da Papa Adriano I; Proprio nei paraggi avviene l’incontro tra il sovrano e i messi del Papa.



Nell’XI secolo il territorio viene in parte infeudato alla famiglia dei conti Ardengheschi. Ma tra XI e XII secolo San Quirico è soggetto all’autorità imperiale e sede di un vicario.
Nel 1180 San Quirico finisce sotto la giurisdizione senese che ne fece uno dei suoi capisaldi nel contado meridionale. Nel 1205,nel borgo si riunì la Lega Toscana, con lo scopo di prendere accordi sulla politica da condurre nei confronti dell’ostile Montepulciano. Quest’ultima città, e a tratti anche Orvieto, contrastarono spesso l’egemonia Senese: apportando a San Quirico gravi devastazioni come nel 1234 e nel 1251. Per scongiurare altri attacchi l’autorità senese portò avanti un’opera di potenziamento delle fortificazioni. Nel 1262 il borgo divenne sede di Vicariato e el 1385 fu concessa agli abitanti la cittadinanza senese.

Il borgo si sviluppò lungo l’asse viario principale, ove sorsero numerose botteghe, laboratori e osterie. Fu stabilito un mercato settimanale che contribuì ad aumentare i commerci, grazie anche all’esenzione dal pagamento dei dazi e gabelle emanata nel 1385.
Lungo la Via Francigena sorse anche la Grancia dell’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, con funzione di magazzino agricolo e Spedale per i pellegrini. Nel quattrocento venne più volte restaurato e potenziato l’apparato difensivo.

Nel 1552 San Quirico è uns delle basi delle truppe di Carlo V, discese in Toscana fare cadere la Repubblica Senese. Il comandante Don Garzia sceglie il borgo per farne la base d’appoggio delle sue scorribande in Val d’Orcia. Con la caduta di Siena, nel 1559, San Quirico entra a far parte dello Stato mediceo. Nel 1667 il borgo fu concesso in feudo da Cosimo III al cardinale Flavio Chigi, alla cui famiglia rimase fino al 1749.

Tra i monumenti di maggiore rilievo citiamo la bellissima Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, sorta sull’antica pieve di Osenna del secolo VIII, con un grandioso portale romanico con sculture zoomorfe e un architrave con una lotta tra mostri. Sul fianco destro un altro portale lombardo sorretto da cariatidi della scuola di Giovanni Pisano. Sul retro della collegiata troviamo Palazzo Chigi, eretto da Carlo Fontana per il Cardinale Flavio Chigi. Seguendo la via Francigena, oggi Via Dante alighieri, si giunge in piazza della Libertà con la chiesa di S.Francesco che conserva una Madonna robbiana. Sulla piazza si apre la porta nuova, affiancata dagli Horti Leonini, un parco costruito da Diomede Leoni nel 1540 con un giardino all’italiana. Proseguendo si giunge alla chiesa di S. Maria assunta in stile romanico lombardeggiante, con un altro interessante portale costruito con materiale proveniente dall’abbazia di S. Antimo.

Delle strutture difensive rimane buona parte della cinta muraria quattrocentesca, mancante della porzione nord-ovest e di un tratto a sud. Sono ancora visibili ben 14 fra torri e torrette, alcune delle quali incorporate in altre strutture. Non si sono conservate le porte Nord e Sud: rimane la Porta Nuova, più volte modificata nei secoli, – e la porta dei Cappuccini con un originale corpo centrale a sei lati coronato da piccole mensole in pietra a sostegno della porta che ad arco. Infine negli Horti Leonini si trovano i resti della Torre del Cassero distrutta durante la ritirata Tedesca del 1944.

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