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La rocca di San Silvestro

La Rocca di San Silvestro si trova nell’omonimo parco archeomineralogico, nel comune di Campiglia Marittima (LI), si raggiunge dalla strada provinciale 20 nel tratto che collega San Vincenzo (Li) al borgo di Campiglia. E’ un villaggio di minatori e fonditori di metallo, sorto fra il X e l’XI secolo per lo sfruttamento dei ricchi giacimenti locali di rame e piombo argentifero. I metalli erano destinati alla produzione monetaria delle zecche di Lucca, prima, e successivamente di Pisa. Il castello era noto nel Medioevo con il nome di Rocca a Palmento per l’attività di produzione di olio. A conferma dell’attività è stata rinvenuta una macina, palmentum, nel frantoio sottostante la chiesa. Il nome attuale deriva dal santo a cui era intitolata la chiesa. 

La storia:

Di questo villaggio si trova traccia in atti pubblici fin dal 906. Il castello fu fondato per iniziativa i Conti della Gherardesca di Donoratico che decisero di sfruttare a fondo le risorse minerarie della zona. 
A cavallo dell’anno Mille San Silvestro è sicuramente feudo dei Della Rocca, visdomini della casata dei Gherardesca. Con il declino della famiglia della Gherardesca avvenuto nel secolo XII, i Della Rocca diventano a tutti gli effetti i nuovi signori del castello. Sotto la nuova signoria si ebbe una forte spinta economica ed urbanistica. La cinta muraria fu rafforzata e dotata di una porta di accesso preceduta da una scalinata. La residenza comitale fu dotata di una torre quadrata e di due cisterne per l’acqua, la chiesa fu ingrandita e le case del borgo furono ampliate. Ma nel Trecento a Pisa scoppiò una disputa di potere tra avverse fazioni. I Della Rocca parteggiarono per la fazione perdente, i Raspanti e la conseguenza fu l’espulsione da Pisa per riparare a Volterra. 
La causa scatenante l’abbandono del borgo fu la caduta dei Della Rocca, insieme ad altri fattori, economici e politici, al cambiamento della gestione delle risorse minerarie, ma anche alla scarsità d’acqua, mai risolta nei secoli. 
Dopo l’abbandono, solo il Granduca Cosimo I° de’ Medici, si interessò nuovamente di Rocca San Silvestro, inviando minatori specializzati Tirolesi e Versiliesi. I Lanzi, famosi per la loro perizia, costruirono edifici e tentarono la coltivazione a cielo aperto. Ma le difficoltà tecniche nella separazione dei metalli indusse un nuovo abbandono della zona nel 1559.

Da vedere:

Oggi visitando il sito è ancora possibile vedere la cinta muraria ben conservata, la struttura urbanistica caratterizzata da spazi abitativi molto ristretti, la chiesa, la cisterna per le scarse riserve di acqua e la zona comitale con il cassero e gli appartamenti signorili. La riscoperta della rocca ha permesso agli archeologi di conoscere meglio l’organizzazione sociale ed economica, le abitudini alimentari, le tecniche edilizie e metallurgiche di una comunità medievale. 
A causa dell’abbandono il villaggio non ha subito le modificazioni di molti altri borghi costantemente abitati fino ai giorni nostri, rendendo la Rocca di San Silvestro una “Pompei del Medioevo”. 
Una visita al parco consente di vivere molteplici esperienze legate a questo territorio minerario: è presente un museo con i reperti archeologici, si possono effettuare escursioni in miniera, è stata tracciata una rete di sentieri tra i boschi e i manufatti minerari, è possibile effettuare visite guidate alla Rocca.


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