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Il castello di Populonia

“Proxima securum reserat Popuilonia litus, qua naturalem ducit in arva sinum…”: ovvero “Prossima, Populonia schiude il suo lido sicuro portando il golfo naturale in mezzo ai campi…”
Così descriveva l’avvicinamento a Populonia il nobile romano Claudio Rutilio Namaziano, in viaggio verso la Gallia. Questa immagine descrive bene ancora oggi il panorama di Populonia. Questo piccolo borgo di origini etrusche è situato sulla punta settentrionale del promontorio di Piombino (Li) e domina il golfo di Baratti con il suo castello del XV secolo. 

Storia:

Delle origini etrusche di Populonia restano ampie testimonianze archeologiche sparse in tutto il promontorio. L’area è ricca di tombe sepolcrali e di corredi funebri e tracce evidenti delle due attività principali di questo popolo: la lavorazione del ferro e l’estrazione di panchina, pietra usata per costruire pietre e tombe. Sono visitabili una serie di tombe monumentali a tumulo e a edicola, risalenti dal settimo al sesto secolo avanti Cristo e alcuni imponenti edifici, costruiti con accurate e sapienti tecniche murarie. Questi edifici erano destinati in parte ad abitazione ed in parte anche alla preparazione e allo stoccaggio dei pani di ferro grezzo.
Anche il toponimo Populonia è, secondo molte ipotesi, di chiara origine etrusca: riportiamo l’ipotesi del Minto che lo fa derivare da “Fufluns”, divinità etrusca del vino. La città diventa in seguito municipio romano e attraversa tutte le vicissitudini dell’impero. Durante la guerra civile tra Mario e Silla è costretta a subire l’assedio di quest’ultimo per essersi schierata dalla parte del rivale. Nel 546 d.C. Populonia fu invasa e saccheggiata da Totila, capo dei Goti. Secondo il poeta Rutilio Namaziano, nel V secolo d.C., l’abitato di Populonia era ormai ridotto in condizioni fatiscenti. Carlo Magno concesse la città a papa Adriano nel 772 d.C. Nel IX secolo d.C. Populonia subì l’ultima devastazione ad opera dei pirati saraceni. 
Dopo la decadenza del Medioevo si deve attendere Iacopo II Appiani che nel Quattrocento fece erigere il castello nella parte alta di Populonia per fronteggiare gli assalti dei pirati. L’opera fu portata a termine da Iacopo III, che completò anche il rilancio urbanistico del borgo. La Rocca ci appare oggi con la forma classica delle fortificazioni militari della fine del XV° secolo. Ma l’elemento che domina il complesso è ancora il possente torrione a pianta rettangolare che era il primitivo mastio medievale. Attorno alla torre si svolge la cinta muraria, costruita nel XV secolo con pianta rettangolare, con un camminamento di ronda e garitte agli angoli. 
Durante una fase ancora successiva fu aggiunta, al centro del lato corto occidentale della cinta muraria, una semitorre rotonda, simile ad un esedra, dotata di un ampia scarpatura e coronata da merli ghibellini. Anche questa semitorre è dotata di camminamento di ronda, più alto rispetto a quello della restante cinta, e possiede un muro con feritoie anche sul lato interno, per difendersi dai nemici che fossero riusciti a penetrare all’interno della fortificazione. 

Da vedere:

Oggi il castello ci appare ancora ben conservato: la visita permetterà di osservare le architetture militari della Rocca di Populonia, che può essere considerata un punto fondamentale dell’architettura fortificata nel passaggio dal castello alla rocca. Dai bastioni, e soprattutto dalla torre, si può ammirare un ampio panorama sulla costa e sull’Arcipelago Toscano. Il resto del borgo, con due strade principali, San Giovanni di Sopra e di Sotto, orientate sull’asse est-ovest, non presenta altri edifici di rilievo, ma è popolato di negozi e locali tipici. E’ interessante la visita al piccolo museo privato, ricco di interessanti reperti etruschi e romani rinvenuti negli scavi della zona o provenienti da recuperi marini.

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