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Isola di Capraia

Una leggenda narra che la Venere del Tirreno, al momento di emergere dalle acque per abbracciare l’orizzonte, lasciò sfuggire sette perle dalla collana che le adornava il collo: esse caddero in mare trasformandosi nelle isole dell’Arcipelago Toscano; da una di quelle perle sarebbe nata Capraia. Per la bellezza della sua natura incontaminata Capraia è sicuramente la più bella e rara tra queste perle.
La geologia ci dice invece che l’isola nasce nove milioni di anni fa da una fortissima attività vulcanica. Il complesso orografico ci mostra almeno due bocche di eruzione, una più antica corrispondente allo Stagnone ed una più piccola e recente localizzata in corrispondenza della Cala Rossa e di punta dello Zenobito.
Il nome dell’isola ha due origini possibili: Capraia, dal greco aegylon (isola delle capre) o capraria dal latino (isola pietrosa). I Greci furono i primi a frequentare l’isola nei loro traffici marittimi. Fenici, Etruschi e Romani vi approdarono successivamente creandovi i primi insediamenti stabili. Capraia entrò a far parte dell’Impero Romano nel 174 a.C., quando Serrano Attilio assoggettò la Corsica a Roma anche se, per molti anni, insieme con tutto l’Arcipelago Toscano, l’isola non offrì un porto sicuro alla flotta romana e i veri padroni di Capraia furono i pirati. Solo nel 67 a.C. Gneo Pompeo sconfisse i pirati, rendendo l’isola un’importante tappa nelle vie di comunicazione commerciali e militari dell’epoca. Alla caduta dell’Impero Romano l’isola si spopolò, soprattutto a causa delle incursioni piratesche, divenendo così, nei primi secoli del cristianesimo, terra di eremiti ed anacoreti. Nella zona del Piano, dove già si erano insediati i Romani, fu edificata nel ‘400 la prima chiesa, dedicata a S. Stefano, ancora oggi visibile. Nell’800, perseguitati dalle continue incursioni dei pirati saraceni, i monaci abbandonarono i loro insediamenti. Da allora i dominatori si susseguono: Saraceni, Pisani, Genovesi e, in seguito, anche Corsi e Francesi. Tra il dodicesimo e il sedicesimo secolo, a picco sul mare, fu costruito il Forte di San Giorgio.
Tra l’undicesimo e il tredicesimo secolo fu costruita la chiesa dell’Assunta, visibile oggi nei pressi del porto. Nel sedicesimo secolo furono costruite la torre del porto, la torretta del Bagno, la torre dello Zenobito e la torre della Regina.
Nel 1662 fu costruito il convento dei Francescani (S. Antonio), presso la punta del Fanale. Nel 1873 venne istituita sull’Isola una Colonia Penale Agricola, chiusa nel 1986. Più di cento anni di vincolo carcerario hanno salvato l’isola dagli appetiti della speculazione, consegnandola pressochè intatta al Parco Nazionale dell’Arcipalago Toscano. Capraia oggi è un paradiso naturale con scenari di impareggiabile bellezza. Il paese e il piccolo porto sono gli unici luoghi abitati. Scogliere, macchia mediterranea, vestigia storiche, una fauna composta da decine di specie di uccelli marini e non rendono questo lembo di terra la meta di molti appassionati della natura e del bird watching.

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