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Il castello di Gargonza

Gargonza si trova nel comune di Monte San Savino (AR) in mezzo a boscose colline, al confine tra il Chianti e la Val di Chiana. Questo castello si presenta ancora oggi in ottimo stato di conservazione ed è una splendida testimonianza di borgo agricolo fortificato. Oggi quel che resta delle strutture medioevali e il borgo attiguo sono sede di un centro alberghiero e convegnistico, ma gli esterni sono liberamente visitabili. Il complesso venne edificato nella prima metà del XII secolo, ad opera degli Ubertini, vassalli dell’episcopato di Arezzo.

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Storia: 

Le prime notizie di Gargonza risalgono al 1150, quando si trova citato un castello fortificato sulla strada che da Arezzo porta a Siena. La famiglia degli Ubertini che fondò il castello ne ebbe il possesso fino al secolo successivo. Ma Gargonza in quegli anni fu contesa tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini con soventi passaggi di mano. Nel 1285 fu preso dagli aretini alleati con i ghibellini al comando del Vescovo Guglielmino di Arezzo. Nel 1304 a Gargonza è esule Dante Alighieri, guelfo bianco. Nel castello si riunirono in assemblea permanente i fuorusciti guelfi. Il poeta partecipò alla riunione fra i Ghibellini fuoriusciti da Firenze e gli aretini con tutto lo stato maggiore dei Bianchi, tra i quali erano presenti Vieri de’ Cerchi, Lapo degli Uberti e altri esponenti della consorteria degli Ubertini. In una strana alleanza con altri ghibellini precedentemente esiliati, la congrega cerca di dar guerra ai guelfi di parte nera. Tra piccoli successi e tradimenti, il tentativo termina nel 1307 con l’attacco delle armate fiorentine capitanate dal podestà Ferrantino de’ Malatesti. La capitolazione totale fu evitata solo con la diffusione della falsa notizia dell’arrivo di truppe degli Orsini da Roma che fece effettuare ai fiorentini un prudente ripiegamento.
Nel 1381 Gargonza fu ceduta alla Repubblica Senese ma già quattro anni dopo, il 6 ottobre 1385, venne riconsegnata a Lotto Castellani sindaco della Repubblica fiorentina. Per quasi 50 anni, sotto Firenze il borgo si sviluppa e acquista floridità economica, ma gli abitanti del borgo non erano soddisfatti del dominio di Firenze e davano segni di ribellione, per cui nel 1433 la Signoria fiorentina decise di abbattere le mura di Gargonza lasciando in piedi solo la torre merlata che ancora oggi domina l’abitato.
Ne 1546 il castello fu dato a livello a Luigi Lotteringhi della Stufa e ai suoi eredi. Con la caduta di Siena Gargonza perde importanza strategica, diventando un borgo agricolo e forestale noto per la produzione della lana. Nel 1727 Gargonza passa dai Lotteringhi ai Corsi, altro ricco casato fiorentino. Nel 1950, con la fine della mezzadria, il paese si spopola e inizia ad andare in degrado, ma a partire dagli anni Settanta, la famiglia Guicciardini Corsi Salviati, curando un restauro conservativo dei caratteri medioevali, ha sapientemente trasformato il borgo in centro turistico-alberghiero, entrando a far parte dell’Associazione “Abitare la Storia”, che riunisce strutture ricettive situate all’interno di edifici storici e di pregio artistico-architettonico.
Da vedere:Il castello di Gargonza è oggi quasi tutto di proprietà privata, ma ci si può aggirare per le sue strade osservando i resti delle mura, e le vestigia storiche. Nel borgo si entra dalla porta d’ingresso che faceva parte della seconda cinta muraria, del secolo XIII. Si accede in uno slargo ove si trova un pozzo, sovrastato dall’alto torrione scarpato del cassero, coevo alle mura, ristrutturato nel 1836. Poco più avanti si trova la chiesa romanica dei SS. Tiburzio e Susanna, risalente al secolo XII. I restauri del 1928 le hanno restituito l’aspetto romanico antecedente ai rimaneggiamenti del XVII secolo, portando anche alla luce alcuni affreschi quattrocenteschi. Nei dintorni del paese il panorama spazia su vasti boschi con viste sulle vallate sottostanti.

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